• Il portavoce del Gruppo Popolare critica che il presidente della Giunta intenda "governare il Parlamento come la Giunta dell'Andalusia" per "usarlo nel proprio interesse"

• Avviso che il Consiglio non esegue le misure approvate nelle mozioni della Camera, che sono obbligatorie per il governo andaluso

• Chiede spiegazioni sui nuovi contratti assegnati "con le dita" da Durán a persone vicine al PSOE-A

La portavoce del Gruppo popolare al parlamento andaluso, Carmen Crespo, ha denunciato oggi quella che considera una strategia della presidente della giunta, Susana Díaz, per "superare in astuzia il Parlamento, cercare di controllarlo e usarlo nel proprio interesse".

Crespo ha denunciato il "grado di conformità molto basso" dei provvedimenti approvati attraverso le delibere che, ha ricordato, il Consiglio ha l'obbligo di eseguirle. Ha detto che il bilancio che l'analisi che ha fatto il Gruppo Popolare rivela la "beffa" dell'esecutivo Díaz in Parlamento.

Così, ha ricordato che delle quattro mozioni approvate dall'Aula che sono state discusse su iniziativa del Gruppo Popolare e il cui termine di esecuzione è già scaduto, solo una è stata realizzata, sulla sanità.

Le tre mozioni del PP approvate e non accolte sono sulle Politiche della disabilità, da luglio 2016, che chiedevano, tra l'altro, il pagamento degli arretrati e la fine dei tagli alle fasce di disabili; un altro sulla Giustizia della stessa data che manifestava il suo rifiuto dei tagli e chiedeva un aumento delle voci; e infine uno sulle politiche giovanili del gennaio di quest'anno in cui si sollecitava l'approvazione di una legge andalusa sui giovani.

"I socialisti andalusi hanno finito per pensare di essere intoccabili", ha detto il leader popolare, che si è rammaricato che il Parlamento approvi proposte "obbligatorie", come mozioni, che poi non vengono eseguite.

Ha rimproverato al presidente del Consiglio questo disprezzo per il Parlamento, che, ha detto, "vuole usare nel proprio interesse, senza rispettare la separazione dei poteri", a quel punto ha chiesto "spiegazioni" sui "contratti manoscritti". assegnato dal Presidente della Camera, il socialista Juan Pablo Durán, dopo la controversa aggiudicazione di un contratto istituzionale all'azienda dove lavora il nipote.

Ha detto che Díaz intende esercitare il "controllo" sul Parlamento "trasformando il presidente nel suo burattino", tanto che, come appare oggi su alcuni media, Durán ha speso più di 55.000 euro attraverso sei contratti "al dito" senza concorso pubblico o pubblicità. Uno di loro, per un valore di 15.609 euro, è stato per una società che annovera come amministratori un ex direttore dei servizi di informazione dell'ufficio del portavoce del governo andaluso nell'era di Manuel Chaves e un ex direttore di Canal Sur.

"Questa è la realtà che vediamo in Parlamento, l'assunzione di persone vicine al PSOE-A", ha sbottato. Ha detto che il presidente del consiglio deve dare spiegazioni e non puo' piu' tacere "perche' ci sono molte domande su questi nuovi contratti che sono venuti alla luce".